LA RUOTA DI MEDICINA DEGLI INDIANI D'AMERICA

Sabato, 1. Aprile 2017, 14:30
a Domenica, 2. Aprile 2017

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Contatto : 02-72023205 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sabato 1 e domenica 2 aprile 2017

Topo che Salta e altre favole - Seminario esperienziale sulla Ruota di Medicina

condotto da Adriano Parmigiani, terapista, insegnante di Shiatsu e arti orientali, scrittore, esperto di cultura e rituali dei Nativi Americani

“Topo Che Salta" è un’antica Favola che narra della Ruota di Medicina e del Divenire all’interno di essa. Questo incontro è un condividere ed il raccontare, stimolando momenti di comprensione su ciò che siamo e anche di più, cioè quel che crediamo di essere.

La Ruota di Medicina dei Nativi del Nord America può essere intesa come un dono, proveniente da una cultura in cui valori, immagini e simboli costituiscono uno strumento pragmatico, permeato da una profonda e naturale spiritualità: a disposizione di chiunque lo voglia usare, è tuttavia Strumento Sacro.
Nella concezione Nativa, “sacro” è certamente un prato, un bosco; “sacra” è la Scelta, unico vero potere concesso all’Uomo; “sacro” è il Grande Mistero, e tuttavia il mistero è semplicemente qualcosa che ancora non si conosce.
E’ all’Uomo, infine, che spetta rendere sacre le cose e viverle come tali.
La Ruota di Medicina può essere condivisa anche sotto forma di favola: era tradizione, fra le Tribu’ Native, quando i viaggiatori si incontravano, che ognuno portasse un poco di legna dalle pianure che aveva attraversato: ogni pezzo di legna, aggiunto a turno al fuoco, era accompagnato da un racconto,un aneddoto, un’esperienza vissuta o qualcosa di ascoltato, a volte una favola, a volte un insegnamento.
Topo Che Salta e’ un’antica Favola, che narra della Ruota di Medicina e del Divenire all’interno di essa.
Questa e’ la proposta di un incontro in cui, attraverso la favola ed il raccontare, si possono sfiorare e schiudere momenti di comprensione su cio’ che siamo: su ben più, cioè, di quel che crediamo di essere.

Durata del seminario: 1,5 gg. (sabato pomeriggio e domenica tutto il giorno)

Contributo partecipazione: euro 120,00

Per informazioni ed iscrizioni: 02-72023205   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  -  Mariella Leone 338-4468574

Parmigiani mwADRIANO PARMIGIANI
Adriano Parmigiani inizia la vita fisica nella tarda estate del 1952, e nasce Cervo, della Tribù della Farfalla, sotto il segno dei Gemelli.
Verso la fine degli anni '70 soggiorna diverso tempo in India, cambia vita, e si dedica alle Arti Orientali, pratica Aikido e Tai Chi, diviene terapista ed in seguito insegnante professionale di Shiatsu. È stato fondatore e presidente di associazioni culturali a Milano, Brescia e Savona; membro del Direttivo della Federazione Italiana Shiatsu e cofondatore della Associazione Professionale Operatori Shiatsu.
All'inizio degli anni '90 inserisce la Floriterapia di Bach fra i propri strumenti e contemporaneamente inizia una frequentazione con Uomini e Donne di Medicina, nativi
e non.
Nel 1996 pubblica 'La Ruota dei Fiori', ovvero la Floriterapia di E.Bach vista attraverso la Ruota di Medicina.
Nel 2008 esce 'La Ruota della Creatività, un percorso per recuperare il Sogno'.
Nel 2014 dà alle stampe 'Topo che Salta e altre favole. Viaggi, e viaggiatori in cerca, attraverso la Ruota di Medicina dei Nativi NordAmericani'.
È conduttore di gruppi di Meditazione e di Percorsi di Ricerca, che propone in varie forme; ama il Tamburo e frequenta il Rituale della Sweat Lodge. Condivide la propria esperienza in conferenze e seminari, ove venga richiesto. Vive con la sua famiglia nelle Langhe Liguri, dove alleva api e cavalli.

GLI ALTRI LIBRI DI ADRIANO PARMIGIANI

Parmigiani libro 2La Ruota dei Fiori - I Fiori di Bach e la Ruota di Medicina degli Indiani d'America

La Ruota dei Fiori nasce da una ricerca seria e creativa che costituisce un ponte fra i rimedi floreali di Edward Bach e la saggezza degli Indiani d’America. Scopo dell’opera è fornire a chi si occupa di floriterapia una chiave di lettura e di utilizzo diversa dalle solite e più precisamente derivata (ed inserita) nello schema interpretativo delle situazioni psichiche, mentali ed emotive, oltre che fisiche, proprio di una cultura, quella dei Nativi d'America, che rifugge dall'etichettare alcunché, tantomeno gli squilibri, di qualunque specie siano, convogliando invece le energie della comprensione verso una dinamica sempre globale. Attraverso la Ruota di Medicina, strumento e simbolo tipico della cultura pellerossa, si inquadrano analogicamente tutti i fenomeni, visibili e non, che arrivano alla coscienza. Il quadrante analogico è rappresentato dalle direzioni cardinali e da quelle ordinali ed è composto da "settori" totalmente interattivi fra loro, per il semplice fatto che, nella vita, tutto è in connessione.

Parmigiani libro 1La Ruota della Creatività - Un percorso per recuperare il sogno

Un uomo diviene quel che Sogna: essere occasione reciproca del recupero del proprio Sogno è Atto di Potere Personale.
La Ruota di Medicina è uno strumento universale, sacro, cui avvicinarsi con rispetto. Ma quel di cui si parla in questo libro non ha nulla a che fare con la religione: si parla di passi possibili, di ostacoli al ritrovarsi, di un metodo e di uno strumento e della loro ampiezza; si parla del dare un nome alle cose e del vederle come sono; si parla di condividere un percorso e del ritrovare dei valori. E' l'Uomo che è Sacro, infine, in ogni sua parte, e penso sia compito di ciascuno cercare di proteggere, dentro di sé, questa immagine.


 

PER SAPERNE DI PIU'

Alla riscoperta del proprio sogno
“Si può prendere in considerazione questo: alla nascita, e forse anche prima, abbiamo un Sogno”… “Potremmo ipotizzare che nascendo abbiamo ben chiaro il Sogno, quello cioè che siamo nati per fare, la direzionne nostro percprso nella quale possiamo dispiegare i dettami della nostra Anima per dirla con E. Bach.”
Questa premessa sta alla base di “La ruota della Creatività”, secondo libro di Adriano Parmigiani, terapista e insegnante di Shiatsu oltre che studioso di floriterapia e della tradizione dei nativi americani. Il guaio è che gran parte di noi dimentica questo sogno e vaga nel mondo in preda a un inquietante senso di vacuità che tenta di colmare inventandosi scopi e missioni posticci, o lasciandosi imporre un “sogno” dall’esterno.

Perché avviene ciò? Chiediamo all’autore.
“Tutto comincia con il processo di socializzazione” ci risponde “Un processo che è necessario perché altrimenti non potremmo vivere, ma che oscura una serie di cose, anche con le migliori intenzioni da parte dei migliori genitori e dei migliori educatori”.

Si può ritrovare il proprio sogno?
“Certo, ma la riscoperta di questo compito originale significa mettere in moto un processo di memoria e per mettere in moto un processo di memoria è necessaria una certa quantità di energia. Tutto il mio libro è la descrizione di come i nativi attuavano questa forma di psicoterapia ante litteram, attuata dai saggi e dai vecchi della tribù per aiutare ciascuno a ritrovare quello che è il suo specifico cammino, indipendentemente da quelli che erano i bisogni della società, della tribù, della famiglia. Si tratta di un processo che non è molto conosciuto perché è poco divulgato”.

Chi legge il tuo libro può scoprire gli strumenti per ritrovare il proprio sogno anche senza saggi ad assisterlo?
“Sì” nel senso che una volta che sei entrato nel processo, che lo hai capito, puoi e devi andare avanti da solo. È come quando uno va in analisi: ci rimane per un certo numero di anni e poi capisce alcune cose e può anche permettersi di lasciare l’analista. Qui è più o meno la stessa cosa, nel senso che si parte da una concezione del mondo completamente diversa dalla nostra che viene sintetizzato come ruota di medicina. La ruota di medicina è il modo in cui i nativi delle pianure americane vedevano il mondo e se stessi nel mondo”.

Mi potresti fare un esempio?
“Ti posso citare uno dei racconti evocati nel libro, la storia del giovanotto Occhio di Falco che voleva sposare Raggio di Luna e che per dimostrare il proprio valore era intenzionato a rubare due cavalli della tribù vicina. A quel punto otto saggi della tribù lo facevano sedere in mezzo a loro e impersonavano per lui ciascuno una direzione della Ruota di Medicina. Ogni direzione aveva un modo di porsi di fronte alla vita: il nord, per esempio, rappresenta la mente, il razionale, il Sud rappresenta invece l’acqua, l’istinto. Quindi c’era un confronto tra il fanciullo che voleva diventare uomo e gli uomini che gli facevano da specchi, rappresentando le varie direzioni, ossia tutte le parti della sua psiche. Lo scopo di questo processo non era di indebolirlo o di ostacolarlo, ma di mostrargli dove era la sua debolezza e aiutarlo a diventare forte per far sì che lui andasse a fare il suo atto d’amore, ma che lo facesse con una consapevolezza diversa e non trascinato da un impulso che gli poteva nuocere. I saggi parlavano molto di consapevolezza e con questo termine intendevano una consapevolezza interiore, non una motivazione esterna”.

Ma è un sistema applicabile anche alla nostra società, o a un progetto che potrebbe interessare la nostra società?
“Sicuramente a un progetto che potrebbe interessare il singolo. In fondo il concetto dei nativi non era un concetto che riguardasse una struttura sociale. Il focus era sull’individuo. La struttura familiare, tribale e sociale era assolutamente in funzione dell’individuo, ossia esattamente il contrario di quello che succede oggi alle nostre latitudini, in barba a quanto viene affermato nelle Costituzioni dei singoli stati. Per tornre alla società occidentale moderna, la mia idea è che la cosa importante sia di creare in questa società delle oasi in cui si possano costruire delle relazioni diverse. Se poi queste oasi riescono a crescere a macchia di leopardo e a costruire una rete, questa è una bella utopia che potrebbe anche realizzarsi”.


ATTIVITA' SVOLTE IN PRECEDENZA

Parmigiani base

Viaggi, e viaggiatori in cerca, attraverso la Ruota di Medicina

Incontro esperienziale con Adriano Parmigiani, autore di "Topo che salta e altre favole”

"Topo che salta" è un viaggio attraverso la Ruota di Medicina dei Nativi Nord Americani. Topo che Salta è ognuno di noi, rappresenta il percorso che ciascuno può fare, seguendo il proprio Sogno. Le quattro favole di questo libro, Topo che Salta, I Quattro Nemici, Gli Occhi di Coyote e La Favola di Orione, accompagnano il lettore in uno Spazio ed in un Tempo separati e tuttavia universali, sempre presenti per chi sappia guardare attraverso lo svolgersi del quotidiano. L'autore, che frequenta la Ruota di Medicina da oltre venticinque anni, accompagna il lettore in un percorso possibile, fornendo spiegazioni che possano soddisfare la mente, e tuttavia, al contempo, aprendo immagini e momenti di comprensione che parlano allo Spirito. "Ciò che sto facendo mi dà vita? Dà vita agli altri? Lascerò vita dietro di me, una volta portato a termine il mio compito?" Queste sono le tre domande le cui risposte possono indicare se si procede sul proprio Sentiero, e che hanno accompagnato l'autore nel suo viaggio di condivisione.

Ingresso libero

Luogo 

I Sentieri del Vento
via Santa Marta 19
Milano
Lombardia
20123
Italia
02 7202 3205
http://www.isentieridelvento.com


Sala esposizioni e conferenze

Salone per lavori di gruppo

Salette per trattamenti individuali

 

   
 

Altre informazioni:

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